1 Stagione 1981-82 - IL DANDY E LA DONNA IN VERSI

 

Da versi dei poeti maledetti francesi

Regia di Gabriele Marchesini

Produzione Teatro Perché

 

Replicato su importanti piazze italiane (Roma, Napoli, Bologna) con eccellenti riscontri per tutta la stagione.

 

 

 

 

Recitano in versi travestite da uomini  L’appropriazione da parte delle donne dei versi scritti da uomini sulle donne e sull’amore è la chiave essenziale della quale lo spettatore deve appropriarsi per leggere fino in fondo lo spettacolo. Le due donne, divertite dal ruolo che si trovano ad assumere si divertono con strizzatine d’occhi, con mani guappescamente tenute nelle tasche dei pantaloni e con girate e rigirate di bastoni finemente rifiniti alla sommità, ad ironizzare, per dissacrare, quella concezione di donne-cocotte vista come un godibile oggetto da usare e poi da buttare. Attraverso il montaggio dei testi di Corbière e Laforgue, con un’ombra di Eliot e un pizzico di Shakespeare, si ricostruisce, dunque, lo spirito di una storia umana e sociale.

 

 

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A ben vedere ,poi, senza miopia ottica le distanze tra il passato e il presente ci si accorge che l’atteggiamento di quei “poeti maledetti” nei confronti della donna è, maledettamente, ancora oggi (seppur con uno spirito diverso di epoca) reperibile tra le righe di certi intellettuali che si dichiarano niente di meno a favore del progresso e dell’emancipazione di quell’oggetto donna. Lo spettacolo, decisamente preciso nella scelta dell’angolatura dalla quale guardare, va oltre i confini del primo Novecento, riuscendo, per il suo godibile recitato, ad essere vissuto con emotiva sensibilità” (Carmela Orefice, Napoli).

 

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