2Stagione 1973-74 - HYERONIMUS BOSCH

 

Testo e regia di Gabriele Marchesini

 

Dall’opera del pittore fiammingo, prima produzione della compagnia Teatro Perché. Replicato e recensito su territorio nazionale. Scelto a rappresentare l’Italia al Festival internazionale di Tubingen, Germania

 

Abbiamo parlato con Gabriele Marchesini: Perché? E Perché!

 

Domande e risposte:

 

“L’importante è spingere il pubblico a pensare. Non si tratta di spingerlo in una determinata dimensione”

Gabriele Marchesini parla nella sua qualità di direttore e attore di tutti i 10 componenti del Gruppo Teatro Perché che ha recitato per tre giorni a Tubingen. Nel programma si legge :

 gli uomini vivono la loro vita prigionieri di convenzioni e dimenticano ciò che essi veramente sono. Ma l’angoscia, la paura, i desideri, le frustrazioni che gli uomini devono quotidianamente reprimere e rimuovere riappaiono sotto forma di incubo.

 

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Prendendo l’avvio da questi problemi il gruppo tenta di comunicare le sue esperienze al pubblico.  A questo riguardo Marchesini dice:

 –non vengono offerte opinioni ma mostrati fatti che non possono essere respinti e ai quali si può solo reagire. L’attore, quale noi lo intendiamo, ha sempre un vantaggio sul pubblico perché in precedenza ha approfondito il problema. Però questo vantaggio noi non vogliamo utilizzarlo cercando di influire sul pubblico-.

Definisce il suo metodo nel quale la musica ha una grande importanza –emozionale e arazionale-. Il pubblico più che vedere il problema deve sentirlo.

 Marchesini cita due punti come indispensabile premessa del suo lavoro: materiale indipendenza dagli apparati culturali e spirituale indipendenza dal cumulo di parole e segni codificati e consumati dall’uso.

-Ho sempre avuto un particolare interesse per i punti di contatto tra filosofia e teatro-

Pur avendo assimilato il marxismo non si considera un agitatore politico, vuole solo contribuire a superare le inibizioni e rimettere in circolazione le idee fossilizzate da discussioni frontali. Ha perciò sviluppato per il suo gruppo una sua filosofia attraverso continue variazioni ed ampiamento dei mezzi cerca nuovi segni che aprano al pubblico un nuovo modo di pensare e sentire-ci sono tante lingue-

Secondo Marchesini la forma per comunicare un problema deve essere scelta in modo tale da contenere già la risposta nella domanda –

 con ciò è spiegata anche la denominazione del nostro gruppo-dice concludendo-in italiano diversamente che in francese e in tedesco, -perché- serve a introdurre sia una domanda che una risposta, significa sia warum che weil.” (Intervista apparsa su Sudest Presse di Tubingen il 19 giugno 1974)

 

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Dalla pittura al dramma….Stimolante testo di Gabriele Marchesini che prende l’avvio da quell’enorme capitale lasciato dal pittore fiammingo pieno di umori, sensazioni, allocuzioni oniriche, realtà introspettive….Proposta lucida e avvincente. Crediamo che sia la prima volta al mondo che si operi un tentativo di drammatizzazione dell’opera di Bosch…. Fusione tra gesto, parola e musica tale da poter raffigurare tutto ciò che di magico, simbolico, onirico aleggia nella pittura….Teatro gremito e tanti applausi.” (Carlino Sera, 11 aprile ’74)

 

 

Follia e colori di Jheronimus Bosch ….Stupende musiche che si snodano come sottofondo ossessivo insieme ai monologhi sull’angoscia della condizione umana….”  (Colomba, Il Resto del Carlino, 14 aprile ’74)

 

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Nasce la nuova compagnia Teatro Perchè….Ingegnosa scenografia composta da un piano inclinato costituito da sedici tavole mobili che vengono trasportate dagli attori creando ambienti, spazi e prospettive…” (Qui Bologna, 2 maggio 1974)

 

Lo spettacolo è stato rappresentato nel giugno ’74 in Germania, al Festival Internazionale di Tubingen.

“Gli italiani hanno offerto Hyeronimus Bosch, una rappresentazione scenica raffigurazione del mondo del grande pittore che 500 anni fa fissò in visioni pittoriche la crudeltà, la sessualità e la negatività umana…Impressionante la resa degli attori: le capacità recitative, mimiche e gestuali dei sei attori hanno suscitato grande entusiasmo. Il “parlato” dei loro corpi è di un dinamismo tale che potrebbe servire di insegnamento ai nostri attori…. (Blickpunkt, Tubingen, 27 giugno 1974)

 

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